Che cos'è il Visual Training Optometrico?


Visual Training Optometrico

Il Visual Training optometrico è anche definito come training visivo optometrico, terapia visiva optometrica, rieducazione visiva.

Lo stato di salute è definito dall’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) come "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia".

Spesso, quando si tratta di problemi oculari, si pensa a delle patologie lievi o gravi, acute o croniche che siano, e si trascurano totalmente i problemi funzionali visivi. Recenti studi, dimostrano che 8 persone su 10 presentano problemi funzionali visivi di cui o non ne sono a conoscenza o ne sono poco sensibili.

I pochi che ne lamentano la presenza, trovano vaghe spiegazioni e principalmente si sentono ribadire che l’occhio è sano e che vi è assenza di malattia. Dalla definizione dell’OMS, si evince che lo stato di salute non coincide con l’assenza di malattia! Non avere patologie in corso, non significa stare bene. Quando si parla di patologia, si pensa solitamente a qualcosa di concreto e mai a qualcosa di “astratto”. Si può pensare alla frattura, allo strappo, all’infiammazione, ai tumori, ecc. Tutto sempre legato a qualcosa di organico e concreto che si può osservare attraverso esami di alta diagnostica.

E i problemi funzionali? E i problemi che interessano lo stato mentale e quello emotivo?

Partiamo quindi con il definire che cos’è un problema funzionale: si intendono processi morbosi in cui viene lesa a vari gradi la funzionalità normale di un organo o di un apparato\sistema (ex. sistema visivo) senza una evidente lesione anatomica.

Nello specifico, un problema funzionale visivo è un problema che si manifesta nell’alterazione di una o più abilità visive in assenza di lesioni anatomiche o organiche.

La visione è la capacità di capire e interpretare quello che vediamo, cioè captare le informazioni, processarle e ricavarne un significato. Tutto ciò avviene nel cervello attraverso gli occhi. Vediamo con il cervello e non con gli occhi! Se il cervello fornisce un input errato, gli occhi lo eseguiranno. I problemi visivi funzionali manifestano il fastidio\sintomo a livello oculare, tuttavia la causa è da ricercare a livello neuronale. Nel momento in cui il cervello fornisce tale input errato, l’occhio lo eseguirà, in quanto è un esecutore “stupido” senza capacità decisionale o di ragionamento; conseguentemente si manifesteranno problemi visivi funzionali.

Occorre eseguire quindi un intervento di rieducazione neuro-visiva attraverso il visual training optometrico che ricalibri la ricezione, il processo e l’elaborazione dei segnali captati attraverso gli occhi e mandati al cervello. Con il visual training si creano, utilizzano e automatizzano nuovi circuiti neuronali che insegnano al cervello a dare il giusto input di esecuzione agli occhi e a percepire nel modo giusto il mondo circostante eliminando le costanze percettive e favorendo una soluzione definitiva a problemi funzionali e percettivi visivi.

Di seguito un elenco di possibili problemi funzionali visivi:

  • Astenopia, fastidio oculare generale;

  • Mal di testa ciliare e cefalea;

  • Vertigini, cinetosi e giramenti di testa;

  • Occhi secchi o infiammati senza evidenze di allergie o patologie;

  • Distanza molto ravvicinata nei lavori prossimali; (Ex: testa molto vicina quando si scrive, o si legge, o si utilizza il cellulare);

  • Visione doppia (diplopia);

  • Fotofobia (fastidio luce);

  • Svolgere un compito per volta (o parlo o scrivo, o ascolto o guardo, o guido o parlo, ecc). Tutti lavori svolti consecutivamente e in modo seriale.

  • Visione sfocata;

  • Peggioramento della visione nel pomeriggio, sera;

  • Stanchezza oculare a fine giornata;

  • Chiusura di un occhio durante la lettura, scrittura o lavoro da vicino;

  • Durante la lettura le parole sembrano correre;

  • Gli oggetti in camera o in ufficio sono sfocati appena si alza lo sguardo dalla lettura e viceversa;

  • Sensazione che gli occhi non lavorino insieme;

  • Lettura in macchina, in pullman o simili fastidiosa o impossibile;

  • Fastidio nell’utilizzo di cellulare, computer, tablet o nello svolgere lavoro da vicino dopo breve tempo;

  • Messa a fuoco lenta nel guardare da vicino a lontano e viceversa;

  • Fastidio nell’affrontare luoghi affollati;

  • Perdita del senso della propria posizione, non sapere dove si è;

  • Mal di macchina e mal di mare;

  • Annebbiamento durante la lettura;

  • Leggere e non capire cosa si legge; bisogno di leggere più volte la stessa frase; difficoltà di apprendimento; perdita del rigo;

  • Scarsa capacità di concentrazione e facile distrazione;

  • Continuo aumento della miopia;

  • Tensione cervicale;

  • Tensione oculare o astenopia (fastidio generale)

  • Cefalea associata al lavoro da vicino

  • Miopia, Anisometropia o Astigmatismo incipiente

  • Stereopsi (visione 3D, tridimensionalità) ridotta o assente, e molti altri ancora.

In determinati casi è possibile supplire ad un problema visivo funzionale attraverso l’utilizzo di occhiali (siano essi correttivi, riposanti o prismatici) o con l’utilizzo di filtri. Tuttavia questo è un approccio quantitativo e non qualitativo. Si tratta di un approccio compensativo in cui si cerca di rimediare all’effetto (sconfortevole) manifestato, senza trovare una soluzione alla causa del problema funzionale. Se con l’approccio quantitativo l’effetto compensativo è immediato, con il visual training no.

Alla luce di quanto scritto, quante volte vi siete sentiti ripetere indossando un occhiale e provando uno o più fastidi sopra elencati: “signora\e, si deve abituare, è questione di tempo!”.

Oppure per un fastidio funzionale lamentato si è fatto un controllo medico e non è stata trovata soluzione? O si è avuto come risposta: “l’occhio è sano, non ha niente”.

Il visual training optometrico è una soluzione neuro-visiva atta a eliminare la causa che scatena tali problemi funzionali che molto spesso non possono essere risolti indossando dei semplici occhiali o lenti a contatto;

permette di percepire, comprendere, gestire e utilizzare meglio l’informazione visiva e dirige a un cambiamento finale. E’ un metodo rieducativo attivo per imparare a usare il corpo, gli occhi, la visione, e l’intelligenza nel modo più adeguato al fine di riuscire meglio in tutti gli aspetti della vita.

Creando nuovi percorsi neuronali si apprendono nuove abilità e i risultati sono permanenti. E’ come quando si impara ad andare in bicicletta per la prima volta: possiamo non utilizzare la bici per anni, ma una volta appreso come andarci, possiamo riprenderla dopo molto tempo e continuare a pedalare come se lo avessimo fatto tutti i giorni.

Non si tratta di un allenamento meccanico come ad esempio quello della palestra, il quale se non praticato costantemente vanifica tutti i risultati raggiunti.

Trattandosi di un approccio neuro-visivo c’è bisogno di tempo per apprendere ed utilizzare nuovi percorsi neuronali. Provate a pensare a quanto ci avete messo a imparare a guidare bene la macchina ad esempio (compresi i parcheggi tra due macchine nel traffico!). In ogni caso però una volta appreso si risolve la causa della disfunzione visiva e non si compensa semplicemente l’effetto. La soluzione è definitiva! Questo è il cosiddetto approccio qualitativo.

Il Visual Training rappresenta l’approccio clinico per la correzione ed il trattamento dei problemi visivi funzionali, nonché il miglioramento e l’ottimizzazione delle abilità visive per permettere all’individuo di operare al suo più alto livello di rendimento nel lavoro e nello sport. Implica una serie di incontri pianificati in studio sotto la supervisione dell’optometrista e degli esercizi visuo-percettivi da svolgere a domicilio. Il tipo di esercizi e la strumentazione necessaria sono in relazione alla natura e alla severità della condizione visiva.

Il Visual Training nello sport

Il training visivo svolto su sportivi è cruciale. Esso è definito come Sport Vision. Può aggiungere quel qualcosa in più per spingersi oltre l’atleta medio (sia esso nel campo amatoriale o agonistico). Partiamo dal concetto chiave che l’espressione motoria non è altro che l’esecuzione di quello che il cervello ordina di fare. Sopra è stato citato un esempio di occhi e cervello: in questo caso gli occhi sono l’espressione motoria e il cervello è colui che guida il movimento. Abbiamo detto che se il cervello fornisce un input errato, gli occhi (espressione motoria) sbagliano il movimento essendo degli esecutori “stupidi”. Per esecutori stupidi si intende un elemento che esegue a prescindere tutto quello che gli viene ordinato, al di là del fatto che il comando sia giusto o sbagliato.

Tornando allo sport, l’espressione motoria di un qualsiasi atleta di un qualsiasi sport, è dettata dal cervello.

Lo spazio può essere percepito alterato, può non essere percepito (soppressione visiva), oppure i segnali mandati dall’occhio al cervello possono essere captati in ritardo, mal elaborati e mal processati. Se tutto questo accade, il cervello fornirà anche in questo caso un input errato e l’atleta si ritroverà ad effettuare un’espressione motoria sotto le sue vere potenzialità.

Il cervello nella maggior parte dei casi, vede per esperienza e non per quello che realmente ci circonda. E’ molto suggestiva come frase, ma vi assicuro che ciò che è scritto è assolutamente documentabile e sperimentabile. Il training visivo permette di visionare realmente quello che ci circonda eliminando le costanze percettive che ci fanno vedere per approssimazioni e attraverso l’esperienza. Provate a pensare ai mentalisti o ai maghi. Sfruttano proprio questi fenomeni: ti fanno vedere quello che decidono loro cadendo nelle illusioni ottiche e spacciandotele per reali.

Per un training svolto su atleti è importante valutare la condizione visiva. Dopo aver verificato l’eventuale presenza di ametropie (da compensare con lenti oftalmiche o con lenti a contatto), va presa in considerazione l’efficienza visiva. L’optometrista deve conoscere quel determinato sport e analizzare le azioni tecniche che l’atleta deve eseguire per comprendere le abilità visive implicate e/o i punti deboli dell’atleta. Il fatto di possedere un’eccellente vista non significa necessariamente avere una buona qualità della visione. Molti atleti infatti raggiungono i 10/10 (decimi) ma hanno un campo visivo ristretto o difficoltà di messa a fuoco in particolari condizioni ambientali, quali oscurità e luce abbagliante, oppure occhi che insieme non lavorano bene, o soppressioni (non percezione di una più parti del campo visivo e sono inconsce). Sono di fondamentale importanza inoltre la tempestività di percezione ed esecuzione, la concentrazione, l’immaginazione visiva, la memoria visiva e l’integrazione sensoriale con gli altri sensi modali (permette di poter svolgere più azioni contemporaneamente con il minimo dispendio energetico). Risulta quindi necessario implementare e raffinare questi aspetti sino a potenziarli di livello, aumentandoli oltre la media.

Il centro NeuroVision, Lecce, esegue sia la rieducazione visiva optometrica per gli utenti aventi problemi funzionali visivi e sia lo Sport Vision per ogni atleta e per ogni tipologia di sport.

Ogni programma è strettamente personale ed è basato sulla condizione visiva abituale di ogni utente e nel caso dello Sport Vision anche sulla tipologia di sport praticato.


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